Sommario
rientro il 10 gennaio 2007 dalla mia cara e bella Birmania... preferisco chiamarla così….Birmania e non Myanmar come è stata ribattezzata dalla giunta militare che dal 1962 opprime con il terrore la sua popolazione. In questo martoriato paese, VIP - VIVIAMO IN POSITIVO, la onlus di volontari-clown di cui sono socia, sostiene le missioni di Kengtung, Taungyi, Mong Lar e Tom Qua. Marialuisa Mirabella (in arte clown Aureola) presidente dell’associazione mi ha battezzata “Clown Spring” giocando col mio nome (Simona Primavera) nel 2005 e per chiudere il 2006 e brindare al nuovo 2007 mi propone questa fantastica esperienza. La mia prima missione VIP insieme ad altri 11 meravigliosi clown! VIP ha iniziato negli orfanatrofi di questi villaggi un progetto di pedagogia dell'affettività. Quando i volontari-clown sono arrivati per la prima volta nel 2001, i bambini erano seri, timidi e silenziosi. Nella loro cultura ridere infatti non era considerata una buona pratica. La dittatura ha piegato questo popolo e i bambini sono nati e cresciuti seri. Il progetto VIP li ha portati a ridere e a divertirsi come tutti i bambini del mondo hanno diritto di fare. E' stata praticata la meditazione dell'abbraccio sia con i più piccoli che con le suore della missione; anche loro non avevano mai ricevuto un abbraccio e non lo avevano mai dato ai bambini. I clown Vip hanno di fatto rivoluzionato le missioni in Birmania. Ma, veniamo alla mia esperienza diretta: ricevo da Aureola l’invito ad unirmi ad altri 11 clown e con grande entusiasmo accetto di partire. Che emozione! Aureola rimane colpita dal rapporto fotografico del mio intervento in Srilanka quando nei panni di clown Spring, in un progetto di cooperazione internazionale post tsunami implementato da Movimondo, la ong per la quale lavoravo, allieto da sola con uno spettacolo di 4 ore gli orfani in quel di Pottuil ....una vera e propria improvvisazione. Nessun dubbio, accetto l'invito di Aureola e parto. Ma....... ...altro che laboratorio di educazione al buon umore, altro che percorsi sull’affettività, spettacoli e attività simili come VIP ha realizzato negli anni passati. La situazione nel 2007 è radicalmente peggiorata nel paese. La signorina Birmana è attualmente sposata con un despota pazzo che le ha cambiato il nome in Signora Myanmar. Lei è andata a vivere ad oblio così nessuno si ricorda più dov’è! In questo paese il gioco delle tre scimmie funziona benissimo: non vedo, non sento, non parlo! Sentimenti incredibili questa esperienza che ho vissuto... piena di contrasti, un paese che da quasi mezzo secolo è oppresso da una sanguinosa dittatura militare che lo schiaccia con violenze, stupri e deportazioni ma che nonostante le avversità della sua storia ha un popolo sereno. Ho incontrato tanta e tanta gente allegra che ama vestirsi con colori gioiosi. Molti hanno uno spiccato senso dell’umorismo, quasi una flessibilità filosofica positiva! Purtroppo tutte le nostre belle intenzioni fatte di azioni spettacolose (giocoleria, micromagia, trucco bimbi..) sono state assai limitate e forzatamente riviste. Negli orfanotrofi eravamo controllati a vista dalla polizia segreta (che noi in codice chiamavamo "papaya"). Siamo stati costretti a fare i turisti e quando eravamo con i bambini nelle missioni, costretti a giocare di nascosto chiusi nel loro dormitorio, a cantare "sottovoce", a non indossare i nostri abiti clown, il nostro naso rosso. La drammatica situazione che vive il paese ci ha costretti a fare i conti con il nostro "clown interiore" (così dicendo ci confortava aureola nelle nostre quotidiane e dolorose condivisioni) e con lo spirito clown che portiamo dentro. Non è stato facile vedere 100 bambine, in ogni missione visitata, giocare senza far rumore, cosa impensabile da noi. Le suore ci hanno raccontato che sono perseguitate, che i militari pensano che loro nascondono soldi e che ci trasmettono informazioni, quindi è stato angosciante leggere la paura nei loro occhi per la nostra presenza. Ci hanno detto che se scoprono che i turisti si intrattengono con la popolazione o fanno giocare i bambini (al di là del lecito permesso ad un turista), li chiamano in caserma e li segnalano non confermando più il visto di ingresso in Myanmar. Ovviamente non è possibile parlare di sostegno alla missione che per di più è cattolica……che è quanto Vip fa dal 2001. Abbiamo quindi giocato di nascosto, sotto tensione, abbiamo fatto laboratori di decoupage su vasi di terracotta con le ragazze adolescenti. Abbiamo scoperto più volte uomini in borghese che ci seguivano e che ci guardavano con le braccia incrociate e con sospetto. Quando siamo partiti, le bimbe ci hanno offerto danze e canti e i loro pianti e i nostri rispecchiavano tutta la tristezza di non poter avere contatti, di non poterci scrivere, di non poterci vedere con certezza di nuovo, di lasciarle in una condizione di mancanza di libertà e di oppressone. Costretti ad un turismo forzato abbiamo avuto l'opportunità di conoscere tante etnie, una torre di babele tra birmani, ithna, shan, karen, akha, padaung...tutte persone diversissime tra loro separate da lingua, cultura e da un mucchio di altre cose subito pero' pronte a scambiarsi il meglio che hanno da offrire, la loro umanità e i loro sorrisi... Abbiamo visitato la casa della "Signora" Aung San Suu Kyi, premio nobel per la pace e da oltre 10 anni, agli arresti domiciliari. Tante foto nella sua casa, che bella donna. Ovviamente faccio la sua conoscenza solo attraverso le sue foto. Molto bella e carismatica nel suo essere il simbolo della resistenza democratica e non violenta. ....rientro il 10 gennaio dalla mia cara e bella Birmania.....e porto nel cuore le immagini dei mille baci delle bambine dell’orfanatrofio Bonetta, i loro sorrisi, la gentilezza di questo popolo, ma anche la tristezza e la rassegnazione delle suore e dei bambini......vi regalo ora in allegato occhi da orientali che raccontano emozioni ma voi VOTATEMI! Cesutimarééé (grazie in birmano). Simona Primavera (Clown Spring) :o)
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