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Il Red Centre: nel cuore di contrasti violenti

02 gennaio 2009
Australia, Alice Springs

Report di Viaggio di Australia

Il Red Centre: nel cuore di contrasti violenti
Sicurezza
Poco rischioso
Igiene alimentare
Nessun rischio
Trasporto
Poco rischioso
Alloggio
Nessun rischio
Comunicazioni
Nessun rischio
Assistenza sanitaria
Poco rischioso

Livello di attenzione di: Australia
- basata su 8 Report di viaggio -
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  • Della community
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Sommario
Ayers Rock per il viaggiatore, Uluru, per le antiche popolazioni Aborigene Anangu. Non si tatta solo della traduzione dalla lingua aborigena, ma di due realtà compenetrate ma in profondo conflitto. Ayers Rock: il monolite dalle sfumature affascinanti da fotografare specie nelle ore del crepuscolo e dell’alba per catturarne le infinite gradazioni di rosso, viola, indaco, tabacco, fumo che si succedono a seconda della posizione del sole. Ayers Rock: l’inaspettata altura nel cuore e simbolo ed icona del continente, da scalare a mo’ di trofeo, da sfidare nonostante le avverse condizioni determinate dal caldo che rende insopportabile lo sforzo fisico. Uluru: territorio inviolabile, tempio di arte rupestre, luogo sacro di culto per le tribù aborigene, che da tutto il continente convergono in contemplazione e preghiera, qualsiasi sia la distanza da percorre ed il luogo di provenienza, senza bussole né mappe, solo guidati dal contatto telepatico – molto affascinante è la lettura a questo proposito, anche se indubbiamente romanzata di “E venne chiamata due cuori”. Quindi c’è il Red Centre dei ranger che accompagnano i turisti per appagare il loro divertimento e quello sacro degli aborigeni che sono ormai “impossibilitati” a continuare le ancestrali tradizioni (salvo l’esibirsi in canti o danze dimostrative per il pubblico dei paganti). Forse la mia visione potrà sembrare estrema, ma da turista, pur con una conoscenza solo superficiale della storia delle popolazioni aborigene e quindi scevra da opinioni preconcette, ho avuto la sensazione, specie in una città del centro australiano, Alice Springs, di trovarmi in una terra di “fantasmi”, quelli degli antichi aborigeni che vivevano in armonia con i cicli della natura e che ora si trovano espropriati delle loro terre (solo recentemente sono state restituite alcune terre a questi popoli, le cui vicissitudini in tutto e per tutto ricordano quelle tristi degli indiani d’America) e delle loro tradizioni ed incapaci di adeguarsi alle abitudini e alle regole importate dall’uomo “civilizzato”, quindi disadattati, aggressivi, dondolanti in un limbo di alcool e accattonaggio, deambulano per le vie di Alice Springs come zombie in cerca della loro identità perduta.
 


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