Scala 40: possibili irregolarità e ruolo dell’arbitro

La Scala 40 è uno dei giochi di carte più conosciuti e diffusi in tutto il mondo. Ha origini ungheresi e nasce come variante alternativa al gioco del Ramino. Si gioca con due mazzi di carte francesi, quindi complessivamente con 52 carte più 2 jolly.

Di seguito scopriremo che cosa accade quando si presentano delle irregolarità nel gioco. Vedremo che cosa prevede il regolamento ufficiale in merito, e qual è il ruolo dell’arbitro nella Scala 40.

Scala 40: il ruolo dell’arbitro

Nel gioco della Scala 40, il regolamento ufficiale prevede che sia presente un arbitro. Questi ha il compito di mischiare le carte e distribuirle, ma è possibile anche che debba intervenire nel momento in cui si presentano delle irregolarità nel gioco.

Quando questo accade, il gioco viene interrotto per permettere all’arbitro di risolvere il contenzioso. E a nessun giocatore sarà consentito di continuare la partita finché l’arbitro non l’avrà deciso.

Il regolamento prevede che il ruolo dell’arbitro è quello di:

  • Stabilire i criteri di penalizzazione per chi infrange le regole;
  • Allontanare un giocatore qualora egli costituisca un disturbo per la prosecuzione del gioco;
  • Vigilare sull’andamento della gara e segnalare eventuali situazioni particolari;
  • Avere sempre l’ultima parola in caso di contestazioni, polemiche o reclami da parte dei giocatori.

Nel caso non sia presente un arbitro, le stesse mansioni spetteranno a chi ha organizzato il gioco.

Le possibili irregolarità

Il regolamento ufficiale della Scala 40 prevede che possano sussistere delle irregolarità nel gioco. Ecco di seguito i casi più comuni:

  • Carta esposta. Ovvero quando una carta appartenente ad un giocatore viene vista, intenzionalmente o per sbaglio, da un altro o da altri giocatori. In questo caso, egli sarà tenuto ad utilizzarla legandola ad un gioco già esistente sul tavolo, oppure calando un nuovo gioco. Se questo non è possibile, l’arbitro dovrà applicare al giocatore una penalità di 10 punti;
  • Carta penalizzata. Quando un giocatore utilizza erroneamente una carta sbagliata, che in realtà non può essere legata ad alcuna giocata possibile. Il responsabile dovrà riprendere la sua carta in mano e, a seconda dei casi, gli verranno attribuiti dai 20 ai 30 punti di penalità;
  • Scarto irregolare. Ovvero quando un giocatore lega una carta ad una giocata presente senza poterlo fare, perché non ha ancora raggiunto il punteggio minimo di 40. Se l’infrazione viene segnalata subito, il giocatore riprende la carta e subisce una penalità di 10 punti. Se ci si accorge dell’errore dopo altre mani di gioco, si continua normalmente, ma il giocatore subirà 30 punti di penalità;
  • Mancata pesca o pesca fuori turno. Il primo caso avviene quando un giocatore si dimentica di pescare dal mazzo (oppure raccogliere dal pozzo) durante il proprio turno. Quando si nota la mancanza, il gioco in corso dovrà essere fermato per permettere al giocatore di pescare e scartare. Il secondo caso invece avviene quando un partecipante pesca o raccoglie erroneamente durante il turno di un altro. Se egli ha pescato dal mazzo, l’arbitro prenderà la carta pescata, la mostrerà a tutti, la escluderà dal gioco e assegnerà 20 punti di penalizzazione al “colpevole”. Se invece il giocatore in questione ha raccolto la carta dal pozzo, l’arbitro riposizionerà la carta sul monte degli scarti e gli assegnerà sempre 20 punti di penalità.

 

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